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mercoledì 23 dicembre 2009

"Sto facendo il lavoro di Dio". Incontro con la GOLDMAN SACHS, la più potente e segreta banca d'investimenti al mondo

di John Arlidge
The Sunday Times


L'anonimo edificio color ruggine al numero 85 di Broad Street, nella parte bassa di Manhattan, non sembra un posto che valga la pena di fermarsi a guardare, ed è proprio quello che piace a coloro che ci lavorano. Gli uomini e le donne che in un piovoso mattino vi sbarcano nella tipica tenuta di Wall Street - abiti scuri, ventiquattrore e BlackBerrys – sono molto riservati. Vanno rapidamente dalle Lincoln nere all'edifico attraversando praticamente il nulla: nessuna targa sulla facciata o indicazione nel vestibolo, nulla che permetta di collegare il sorvegliante armato all'esterno con l'attività svolta all'interno. C'è un buon motivo per tutta questa segretezza: il numero 85 di Broad Street, New York, NY 10004, è dove ci sono i soldi, tutti i soldi.

lunedì 14 dicembre 2009

Sviluppo / Un contratto globale tra paesi

di Moisés Naim

Lo scenario è chiaro ed è inutile nasconderlo. Nei prossimi anni tutti noi, ovunque abitiamo e in qualunque paese, o sistema politico-economico abitiamo, saremo toccati da cinque fenomeni globali importantissimi. Nessuno potrà eluderli.

Social Networking

di Errico Grisot

Era il 1968 ed il futuro presidente degli Stati Uniti, William Jefferson Clinton, aveva ventidue anni. Era iscritto al corso di laurea in Diritto dell'Università di Yale, e stava trascorrendo un periodo di studio a Oxford.

mercoledì 9 dicembre 2009

Conferenza presieduta dal prof. Robert Solow sullo sviluppo delle competenze economiche e manageriali

di Vincenzo D’Iorio

I problemi che oggi attanagliano le economie moderne ruotano intorno ad un denominatore comune: LA CRESCITA ECONOMICA.
Ma cosa si intende per crescita economica?
Secondo la definizione elaborata dal prof. Solow, si ha crescita economica quando l’economia si sviluppa ad un tasso più elevato della produttività dei suoi inputs (capitale e lavoro). L’incremento di reddito che non risulta spiegato dall’aumento di capitale e lavoro è frutto evidentemente del progresso tecnologico.
L’indicatore per eccellenza utilizzato per misurare il livello di ricchezza di un’economia è il PIL.
Ma quali sono le componenti del PIL?

venerdì 27 novembre 2009

Utopie…?! Si può vivere bene senza lavorare: io ho fatto così

di Simone Perotti


Se parli a un amico del tuo sogno di cambiare vita, quello ti risponde subito con una domanda di ordine economico. Ma come fai a tirare avanti senza stipendio? È avvilente ma è così, nel nostro mondo anche i sogni si misurano in termini di budget. Come se a Leonardo da Vinci, quando mostrava i disegni di un sommergibile o di un elicottero, avessero chiesto: ma ce li hai i soldi per costruirlo? Eppure essere liberi oggi non è meno sorprendente di volare nel Rinascimento. Il fatto è che quando spieghi che si può, che basta consumare meno, l’amico ti guarda per capire se menti o sei semplicemente impazzito.

lunedì 16 novembre 2009

Taleb: effetto crisi, l’inflazione ripartirà

Intervista a Nassim Nicholas Taleb, protagonista del Discorso Bruno Leoni: Il cigno nero indica eventi assolutamente inimmaginabili e con conseguenze estreme. Qui, invece, tutto era più che prevedibile.

di Giancarlo Radice

L’economia europea che torna a crescere? Le Borse internazionali che da marzo a oggi hanno recuperato il 60%, in certi casi il 100%? A queste domande Nassim Nicholas Taleb risponde con una risata: «Altro che uscita dalla crisi — taglia corto —. In realtà la crisi è soltanto all’inizio».

mercoledì 4 novembre 2009

Scegliere le persone giuste è cruciale in un contesto come quello odierno

di Claudio Fernandez Araoz


Claudio Fernández-Aráoz è secondo Business Week tra gli headhunter più influenti al mondo ed è l'autore di un libro molto acclamato, Great People Decisions, apprezzato anche da Jack Welch e Jim Collins.

Durante gli ultimi 12 mesi ho viaggiato l'equivalente di 10 volte il giro del mondo, circa la distanza tra terra e luna, partecipando a incontri, congressi, eventi e conferenze nelle quali ho affrontato la tematica dell'importanza delle persone...

martedì 20 ottobre 2009

Perchè il Dow Jones ha infranto quota 10.000 e perchè bisogna stare attenti ancora al proprio portafoglio?

di Robert Reich


Come ha fatto il Dow Jones ad infrangere i 10.000 mentre il resto dell'economia è nella toilet ?

1- Gli utili aziendali sono saliti, principalmente perchè le compagnie hanno tagliato i costi. I salari rappresentano il 70% dei costi della maggior parte delle compagnie, il che significa che hanno tagliato pesantemente posti di lavoro.Alla fin fine questa è una strategia di auto-difesa. Se i lavoratori non hanno un lavoro o temono di perderlo, non consumeranno ed i profitti delle compagnie prima o poi svaniranno.

2- Il debito pubblico ha colmato il buco lasciato dai consumatori e dalle aziende, quando quest'ultimi hanno iniziato a ridurre il loro debito. Il debito pubblico, in altre parole, ha fermato la caduta dell'economia ma non la può tenere in piedi per sempre, almeno credo.

3- Con dei dati occupazionali così orridi, Wall Street immagina che la FED terrà i tassi d'interesse al minimo per un certo tempo, e continuerà ad allagare l'economia di denaro. Questa è un'ottima notizia per la Borsa perchè vuol dire che il costo del denaro rimarrà basso e con liquidità a basso costo la Borsa può praticamente fare scommesse su ogni cosa che esista al mondo.Come risultato le borse continuano a salire. Ma anche questa situazione è temporanea.Ad un certo punto la FED inizierà a preoccuparsi dell'inflazione e della caduta del dollaro.

4- Gli investitori di ogni sorta vogliono arrivare in anticipo e cavalcare l'onda.Fondi pensione, fondi comuni ed altri investitori istituzionali immaginano che il mercato "Toro" abbia un maggiore vigore perchè altri investitori lo cavalcheranno.Pensate allo schema Ponzi tanto per capirci.Ottimo per adesso, ma attenzione a non rimanere col cerino acceso in mano.

In altre parole tutta questa è solo "fuffa" temporanea, gente.Chiunque non abbia ancora capito che non c'è quasi relazione tra il Dow Jones e l'economia reale merita di perdere la camicia nel casinò di Wall Street.

(Tratto da Robert Reich's blog)

mercoledì 14 ottobre 2009

La piccola e media impresa sopravviverà?

di Maurizio Siciliano


Oggi mi è capitato di sentire l'ennesimo cliente, titolare di una piccola impresa, con i nervi a fiordi pelle al ritorno da un ennesimo incontro-scontro con una banca per un piccolo finanziamento!
L' umore di questi titolari di piccole e medie imprese in questo momento è pessimo. Banche, fisco e burocrazia assediano in maniera non più sopportabile la base del nostro tessuto industriale.

lunedì 12 ottobre 2009

Punti di vista e salto di paradigma

di Paola Danese


Prendo spunto da un vespaio sollevato di recente durante una riunione con i responsabili della forza vendita di un negozio di abbigliamento di alta gamma: in una fase di inattività dovuta alla stagionalità delle vendite in quel settore, ho proposto di ampliare i compiti delle commesse alle pulizie.
Sì, lo confermo: vere e proprie pulizie! pavimento, vetri, vetrine, spolverare gli scaffali… sembrava volessi far risparmiare alla proprietà un paio di fatture dell’impresa di pulizie e dall’altra trasformare delle professioniste della gestione del cliente in Cenerentole dei nostri tempi da precari!

giovedì 8 ottobre 2009

Innovare di più con meno

di Franco Vergnano

Il futuro dell’innovazione risiede nel realizzare prodotti che creino maggiori opportunità, utilizzando meno risorse, e che quindi possano essere destinate a più persone. L’Italia ha il grande vantaggio strategico del design, ma deve investire di più sui giovani innovatori. C.K. Prahalad a colloquio con Franco Vergnano.

mercoledì 16 settembre 2009

Sulla Stampa di Torino il premio Nobel per l'economia 2001 spiega il suo punto di vista sulla Crisi economica ad un anno esatto dal crollo di Lehman

Joseph Stiglitz: "Stiamo peggio di un anno fa, servono regole"

di Maurizio Molinari



Perché ritiene che la situazione sia peggiorata?«Per il semplice motivo che in America abbiamo banche assai più grandi di quelle che c’erano un anno fa mentre non abbiamo varato le regole necessarie per garantire una maggiore protezione del denaro dei risparmiatori e degli investitori».

mercoledì 9 settembre 2009

Coinvolgere: aziende e spirito di comunità

di Errico Grisot


La recente crisi finanziaria ed economica ha evidenziato alcune distorsioni che governi ed aziende stanno cercando di correggere nel più breve tempo possibile.
Sono state scritte innumerevoli analisi e commenti a riguardo che hanno accusato le politiche governative troppo liberiste ed i pochi controlli sul comportamento di coloro che decidevano l'erogazione di credito ad aziende e famiglie. Agli onori della cronaca sono stati anche riportati i comportamenti ed i compensi dei top manager delle stesse aziende che con le loro decisioni hanno contribuito all'accentuarsi della crisi finanziaria.

mercoledì 2 settembre 2009

Aumentano i rischi di una ricaduta dopo la ripresa

di Nouriel Roubini


L'economia globale sta iniziando a risalire, dopo aver toccato il fondo della peggiore recessione e della peggiore crisi finanziaria dai tempi della Grande Depressione. Nel quarto trimestre del 2008 e nel primo trimestre del 2009 il tasso al quale le economie più avanzate al mondo si sono contratte è stato simile alla caduta libera del Pil registrata nelle prime fasi della Depressione. Poi, alla fine dell'anno scorso, quanti tra coloro che decidono come intervenire nel processo economico e che erano rimasti inattivi in disparte hanno finalmente iniziato a usare la maggior parte delle armi a loro disposizione.

sabato 1 agosto 2009

I figli del "baratro cognitivo"

"La maggior parte dei giovani che escono dalla scuola e dall’università è sostanzialmente priva delle più elementari conoscenze e capacità che un tempo scuola e università fornivano": Con questa sconfortante diagnosi di un autorevole addetto ai lavori, tratta dalla Stampa del 23 luglio, ci congediamo per qualche giorno. E' arrivato il momento di concedersi un pò di relax. Buone vacanze!
Maurizio Siciliano

La scuola ha smesso di insegnare
di Luca Ricolfi

lunedì 20 luglio 2009

Quando inizierà la ripresa? Mai

I cosiddetti "germogli verdi" della ripresa si stanno incenerendo al cocente sole dell'estate. Di fatto tutto il dibattito sul quando e come inizierà una ripresa è mal formulata.

martedì 7 luglio 2009

G8 dell' Aquila

Apprendo che nel prossimo G8 dell' Aquila sembra che lo slogan che campeggierà su tutte le manifestazioni e i forum sarà " PEOPLE FIRST", le persone prima di tutto.
Siamo orgogliosi di essere stati tra i primi in passato ad utilizzare questo motto e di fare accompagnare le firme con il nostro marchio da questa importante affermazione di principio. Speriamo che non resti solo uno slogan e che sia seguito da fatti concreti.

Maurizio Siciliano

lunedì 6 luglio 2009

Libro del Mese

Velocità ed efficacia nelle relazioni di business e nella vita privata

di Covey Stephen M.R.


Ed. Franco Angeli




Dal conflitto alla negoziazione

di Elena Pierini

La negoziazione non è un conflitto, cioè battere l'avversario o distruggere l'avversario o evitare il conflitto o ottenere superiorità o difendersi insieme alla realtà.

mercoledì 1 luglio 2009

Breve Provocazione sui Conflitti

di Errico Grisot

Alcuni pensano che i conflitti all'interno delle organizzazioni aziendali siano da deprecare, in realtà spesso sono la nascita di innovazione e rinnovamento per le aziende stesse, questi sono gli elementi fondamentali per affrontare questo periodo di cambiamenti spesso burrascosi nei nostri mercati.Quindi non ci dobbiamo preoccupare di alimentare il conflitto in azienda, soprattutto col vertice. Il conflitto è il migliore antidoto alla disattenzione ai risultati, che è prodotta dall'annebbiamento e dalla tensione al bene individuale, piuttosto che al bene dell’azienda. La paura del conflitto alimenta e genera armonia artificiale, la mancanza di impegno produce ambiguità ed il sottrarsi alla responsabilità che inevitabilmente procura bassi standard di qualità. Questi sono mali pericolosissimi che vanno estirpati dalle nostre aziende attraverso il conflitto: il conflitto è vitale!!

venerdì 5 giugno 2009

Libro del Mese

ORGANIZZARE, INNOVARE, VENDERE
Cosa fare in pratica per vendere prima, meglio e di più

di Renato Riva

Anno 2008

Ed. Etas Collana: Marketing e Vendite


A proposito dell'autore

Renato Riva, ingegnere, è in Cisco dal 1997 dove ha ricoperto numerosi incarichi nella direzione commerciale e, dal 2005, è direttore del Mercato Mid Market per l'Europa. In passato è stato responsabile vendite Sud Europa dei prodotti networking di IBM e Direttore Vendite & Marketing in At&t.

Gestione strategica d'impresa, un compito dei manager o dei commercialisti?

di Maurizio Siciliano


Abbiamo più volte parlato dei motivi che spingono un’azienda ad affidarsi ad una società di consulenza di direzione e strategica:la necessità di servirsi di professionisti, consulenti e manager per implementare nuovi sistemi, di reengenering dei processi industriali, di innovazioni e miglioramenti che riguardano prodotti, servizi e processi, nei casi in cui è necessario un avvicendamento generazionale, nei casi in cui è opportuno elevare il livello delle Risorse Umane, sviluppando e formando quelle esistenti e favorendo l’ingresso di nuovi talenti.

giovedì 14 maggio 2009

Lezioni sul futuro

di Alan Greenspan - ex presidente della Federal Reserve-

Le straordinarie analisi di gestione del rischio originate dagli scritti di Henry Markowitz, dell'Università di Chicago, negli anni 50, hanno prodotto idee e intuizioni all'origine di numerosi premi Nobel per l'economia. Sono state abbracciate non soltanto da larga parte del mondo accademico, ma anche dalla gran parte dei professionisti della finanza e degli organismi di regolamentazione di tutto il mondo.Nell'agosto 2007, però, la struttura della gestione del rischio ha scricchiolato.

lunedì 11 maggio 2009

SPHERA ha compiuto 9 anni

Aprile 2009: Sphera Group ha compiuto 9 anni ed è entrata nel decimo anno di attività.

E’ stato raggiunto un piccolo traguardo grazie al contributo di tutte le persone che hanno collaborato per noi e all' apporto anche critico dei nostri clienti.
E’ grazie soprattutto a loro se oggi siamo diventati protagonisti dei cambiamenti che riguardano le più importanti aziende di ogni dimensione.
E’ stata fondamentale per raggiungere i nostri obiettivi l’applicazione di una corretta strategia.
Se Porter affermava che l’importante è pensare strategicamente, nella nostra esperienza professionale abbiamo appurato che la strategia è una cosa molto semplice: scegliere una direzione di marcia e seguirla ad ogni costo.
Secondo quanto affermava Jack Welch è importante definire una direzione generale e dedicare le persone giuste mettendole all’opera con enfasi costante sul miglioramento continuo.
Seguire queste linee guida ci ha permesso di arrivare dove siamo oggi.
Ma non ci fermiamo qui.
Continueremo a migliorare e crescere per inseguire nuovi traguardi e poter offrire sempre il meglio!

mercoledì 6 maggio 2009

Libro del mese

"BLUFF". Perché gli economisti non hanno previsto la crisi e continuano a non capirci niente

di Marco Cobianchi
Ed. Orme





QUEI BRAVI ECONOMISTI CHE NON LE AZZECCANO MAI (di Luigi Santambrogio, Fonte Libero)

La tesi del libro è semplice e spiccia: non fidatevi degli economisti che vi spacciano per infallibili i loro modelli matematici ma sbagliano pure i conti della spesa.

Strategie di cambiamento: Dirigere il cambiamento

di Errico Grisot

Michael D. Watkins è socio fondatore di una azienda statunitense che si occupa di aiutare i dirigenti ad attuare politiche di cambiamento nelle proprie organizzazioni. Nel suo lavoro ha concentrato l'attenzione sull'analisi delle fasi iniziali dei processi di cambiamento. Ovvero quali sono le strategie migliori da attuare nel momento in cui ci troviamo a gestire il cambiamento di direzione di una organizzazione aziendale? La necessità di approfondire questi aspetti è emersa da alcune ricerche che hanno evidenziato come la gestione del cambiamento nell'assunzione di un nuovo incarico dia una realistica previsione del successo complessivo dell'operazione.

giovedì 23 aprile 2009

...Sulla crisi economica

Non se ne può più di tutto questo gran scrivere e parlare sulla crisi. Di economisti-veggenti che fino ad oggi non ne hanno azzeccata una e si esercitano sugli scenari apocalittici o meno prossimi a venire e/o su improbabili cambi epocali. Ma dove erano tutti questi quando la Lheman Brothers è saltata per aria con tanto di ipervalutazioni delle agenzie di rating?! Alcuni di questi economisti-stregoni hanno ammesso candidamente "Mi sono fatto la reputazione di indovino dell’economia. Nel marzo scorso ho previsto che l’economia sarebbe precipitata nel baratro da lì a sei mesi. E sei mesi dopo così è stato. Come facevo a saperlo? Ve lo dirò più avanti. In questo momento, prevedo che l’economia sarà in via di guarigione nel secondo trimestre dell’anno prossimo… Sono queste le mie previsioni per la ripresa. E ricordate con quanta esattezza ho annunciato il disastro. Ma devo ammetterlo: da cinque anni andavo ripetendo che l’economia sarebbe crollata nel giro di sei mesi (R. Reich sul Corriere della Sera del 19 u.s)".Alla fine questa crisi è come una gara di boxe e in questa definizione concordo con Luca Di Montezemolo," chi rimarrà in piedi alla fine avrà vinto". La verità è che per chi è abituato a lavorare con grande impegno e serietà, chi tutti i giorni pensa a qualcosa di nuovo per la sua azienda e per i clienti, chi si confronta e si mette in discussione, chi è abituato ad intessere con i clienti rapporti basati su risultati e sul valore creato, per chi ogni giorno lavora con grande passione questa crisi non può che essere un incubatore di opportunità. Per dirla con Einstein "...Parlare della crisi significa promuoverla e non nominarla vuol dire esaltare il conformismo. Invece di ciò dobbiamo lavorare duro.Terminiamo definitivamente con l' unica crisi che ci minaccia, cioè la tragedia di non voler lottare per superarla". Buon duro lavoro a tutti.


MS

mercoledì 22 aprile 2009

Libro del mese

"Le strategie di Coach K"
di KRZYZEWSKI-PHILLIPS

Ed. Libreria dello sport

Coach K, Mike Krzyzewski:
allenatore e insegnante di pallacanestro, Duke University (USA),
8 Final Tour in 14 anni, unico vincitore per due volte di seguito del campionato
nazionale, per 6 anni miglior allenatore dell’anno NCAA, 5 volte allenatore dell’anno
ACC, percentuale del 71,7% di vittorie in carriera, presidente nel 1998-1999 della
National Association of Basketball Coach (NABC)

Epilogo
Pazienza e foglie di gelso nel tempo formano un abito di seta...
“Ponetevi regolarmente la domanda: «Qual’è il tuo lavoro, testone?»”
coach K.

Riflessioni su Josè Mourinho e sulla Leadership

di Paola Danese

Non serve essere appassionati di calcio per rimanere colpiti dalla personalità e dalla presenza dell’allenatore dell’Internazionale Football Club.
Al suo debutto italiano si è presentato ai giornalisti descrivendosi con la sua migliore non qualità: “non sono un pirla!”.. tanto l’altra, la qualità vera, l’aveva già annunciata al suo debutto nel Chelsea ed oggi è la definizione che nelle vittorie e nelle sconfitte lo accompagna sempre: all’Old Trafford Stadium dopo la sconfitta in Champions del mese scorso, i fan dei Red Devils gli hanno urlato in coro “you are not the Special One anymore”, non sei più lo Special One.

venerdì 3 aprile 2009

BENVENUTI NEL BLOG DI SPHERA GROUP

Visti i tempi che corrono vorremmo iniziare con una citazione di Albert Einstein:

Non pretendiamo che le cose cambino, se facciamo sempre la stessa cosa.
La crisi è la migliore benedizione che può arrivare a persone e Paesi, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dalle difficoltà nello stesso modo che il giorno nasce dalla notte oscura.
E' dalla crisi che nasce l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie.
Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato.
Chi attribuisce alla crisi i propri insuccessi e disagi, inibisce il proprio talento e ha più rispetto dei problemi che delle soluzioni.
La vera crisi è la crisi dell'incompetenza. La convenienza delle persone e dei Paesi è di trovare soluzioni e vie d'uscita.
Senza crisi non ci sono sfide, e senza sfida la vita è una routine, una lenta agonia.
Senza crisi non ci sono meriti.
E' dalla crisi che affiora il meglio di ciascuno, poiché senza crisi ogni vento è una carezza.
Parlare della crisi significa promuoverla e non nominarla vuol dire esaltare il conformismo. Invece di ciò dobbiamo lavorare duro.
Terminiamo definitivamente con l' unica crisi che ci minaccia, cioè la tragedia di non voler lottare per superarla.


Albert Einstein