Pagine

venerdì 12 febbraio 2010

Il cruccio del manager

di Paola Danese

Se prendiamo per buona la definizione che "manager" è chi gestisce persone, dobbiamo prendere atto che "gestire persone" è un lavoro. Chiunque si sia trovato coinvolto in questa attività sa quanto sia difficile, quante energie richieda, quanti insuccessi si accumulino nel perseguire l'ottenimento dei risultati di chi abbiamo a fianco, dei collaboratori che ci sono stati assegnati.
Ormai la letteratura e le fucine di corsi per manager hanno dato ampiamente spazio a cosa significhi FARE il manager e perseguire gli obiettivi che questa categoria prevede. Eppure in azienda, soprattutto nelle realtà di medie dimensioni, il responsabile di un gruppo di persone spesso si perde in modalità fantasiose e contorte per motivare i propri collaboratori e di fronte al loro insuccesso è tentato di scaricare le responsabilità del fallimento sulle incapacità del collaboratore, sulla sua miopia organizzativa, sulla sua impreparazione, sulle sue incompetenze. Nonostante la miriade di libri sul management letti, nonostante gli appunti accumulati sulla scrivania durante i meeting formativi, rimane un compito difficile per il manager quello dell'analisi del proprio lavoro, dei propri errori.
Si cercano innovative formule di gestione, spesso astruse nell'applicazione, e si finisce per rendere complesso qualcosa che in realtà, nella sua semplicità trattiene e rilascia, giorno dopo giorno, tutta la sua potenza.

mercoledì 3 febbraio 2010

Slalom tra le tasse e il welfare così la partita Iva progetta il 2010

di Dario Di Vico

A gennaio un consulente a partita Iva che si rispetti si comporta come un' impresa. Si mette al computer e prepara il suo bravo business plan. A cosa scrivere ci ha pensato lungo tutta l' interruzione di 15 giorni tra Natale e l' Epifania, che per un consulente che vive di contatti e di relazioni è un periodo altamente ansiogeno. Si sta in famiglia, si va in montagna, si organizza il cenone, si prendono i regali per i ragazzi ma un retropensiero li accompagna sempre: «Non è che i miei clienti mi dimenticheranno?».

martedì 26 gennaio 2010

Bamboccioni, cioè giovani né né









di Luca Ricolfi


Periodicamente il problema dei «bamboccioni» si ripropone, non solo in Italia. Qualcuno, ingenuamente, potrebbe credere che sia un problema relativamente recente quello dei figli che restano nella casa dei genitori ben oltre la maggiore età, a volte anche fino a 30, 35 o addirittura 40 anni.

mercoledì 20 gennaio 2010

Intervista a Nassim Taleb

Dall’autore del Cigno Nero un’interessante intervista sulla recente crisi economica, tratta dalla pagina di you tube dell’ Istituto Bruno Leoni.
Taleb si sofferma sulla evidente inadeguatezza delle misure prese per fronteggiare la crisi economica e...


...sul fatto che l’andamento dei mercati riflette poco la realtà del momento. Lega l’idea rivoluzionaria di un cambio epocale del sistema finanziario, al probabile prossimo cambio di governo in Gran Bretagna, che potrebbe vedere Cameron come Primo ministro.
L’intervista è condivisibile in tutti i suoi punti essenziali e in particolare nelle affermazioni che viviamo in un contesto eccessivamente finanziarizzato, che le istituzioni finanziarie e le banche hanno una dimensione eccessiva e soprattutto che il prossimo futuro non potrà non essere nell’ impegno importante verso la riduzione di un indebitamento sistemico nel quale il mondo si è cacciato.
Un po’ discutibile, ma degno di riflessione è il rimedio che Taleb propone per risolvere il poblema alla radice. Ovvero percorrere il sentiero di trasformare il debito in “ equity”, anziche proseguire nella trasformazione del debito privato in debito che gli Stati si tanno letteralmente accollando e che piano piano potrebbe diventare una “forca”.
MS

venerdì 8 gennaio 2010

Le dimensioni emotive come elemento strategico nella selezione del personale

di Michele Natali


Tutti i lavori si imparano, ci sono qualità invece che è difficile imparare sui banchi di scuola o di un corso di formazione professionale. Queste si chiamano: etica, comunicazione, lealtà, precisione, empatia e coerenza.

mercoledì 23 dicembre 2009

"Sto facendo il lavoro di Dio". Incontro con la GOLDMAN SACHS, la più potente e segreta banca d'investimenti al mondo

di John Arlidge
The Sunday Times


L'anonimo edificio color ruggine al numero 85 di Broad Street, nella parte bassa di Manhattan, non sembra un posto che valga la pena di fermarsi a guardare, ed è proprio quello che piace a coloro che ci lavorano. Gli uomini e le donne che in un piovoso mattino vi sbarcano nella tipica tenuta di Wall Street - abiti scuri, ventiquattrore e BlackBerrys – sono molto riservati. Vanno rapidamente dalle Lincoln nere all'edifico attraversando praticamente il nulla: nessuna targa sulla facciata o indicazione nel vestibolo, nulla che permetta di collegare il sorvegliante armato all'esterno con l'attività svolta all'interno. C'è un buon motivo per tutta questa segretezza: il numero 85 di Broad Street, New York, NY 10004, è dove ci sono i soldi, tutti i soldi.

lunedì 14 dicembre 2009

Sviluppo / Un contratto globale tra paesi

di Moisés Naim

Lo scenario è chiaro ed è inutile nasconderlo. Nei prossimi anni tutti noi, ovunque abitiamo e in qualunque paese, o sistema politico-economico abitiamo, saremo toccati da cinque fenomeni globali importantissimi. Nessuno potrà eluderli.